Sulle idee di startup e delle leggende sulla loro diffusione
Nel mondo delle startup si dice che non è un problema se dici ad altri l’idea che hai. A supporto di questa affermazione vengono portati una serie di ragionamenti e di considerazioni che però non mi convincono.
Ciò che veramente fa la differenza è l’execution
Un’ottima idea senza un’ottima execution non vince su una pessima idea con un’ottima execution. E posso anche essere d’accordo. Il problema è che fin quando non inizio l’execution non posso sapere se è buona o non lo è. Quindi io, fin quando non ho iniziato a sviluppare la mia idea (con il codice, non sulla carta!) semplicemente non la dico.
Nessuno ha interesse a rubarti l’idea
Un’altra affermazione ricorrente è che l’idea è tua e nessuno ha interesse a rubartela. Anche in questo caso sono d’accordo fino a un certo punto. Il discorso può essere valido se parliamo di VC: quella è gente il cui interesse è investire nel lavoro di sviluppo altrui i soldi che hanno, non investire il tempo nel lavoro di sviluppo proprio. Il discorso diventa meno sensato, invece, se parliamo di stratupper, gente che sperimenta, prova, vede il mercato, si avventura, ha idee. Che succede se a uno di questi che sta facendo pivoting io dico la mia idea e quello ha già risolto problemi con i quali io ancora mi sto confrontando? (per esempio è già in grado di mettere su un team?). E se poi l’idea gli piace? E se poi può anche sviluppata sulla carta? Anche in questo caso, fino quando io non sarò sicuro di poter potenzialmente partire con lo sviluppo del codice il giorno dopo, anzi lo stesso giorno, la mia idea non la dico in giro, nemmeno a persone fidate.
Qualcun altro ha già avuto o sta avendo la tua stessa idea
Ancora, Si dice che nel momento in cui tu hai un’idea c’è qualcun altro che sta avendo la stessa idea da qualche altra parte nel mondo. Ok, è vero, ma io non mi preoccupo di loro: su di loro non ho il controllo. E se iniziano a sviluppare fa niente, vedremo chi è più bravo nell’execution. Ma se questo è vero, perché dovrei allargare potenzialmente il numero dei miei potenziali concorrenti? Anche in questo caso la mia idea me la tengo per me.
Devi cercare i feedback
Altra tesi vuole che dire la propria idea in giro sia utile per ricevere feedback. D’accordissimo. Ma che me ne faccio di un feedback se ancora non sono potenzialmente in grado di sviluppare a partire dallo stesso giorno? Dicendo questo parto dal presupposto che si inizi a sviluppare quando si ritiene di aver ben chiaro il quadro completo: idea, value proposition, business model e revenue sources, marketing channels, ecc. Solo dopo aver preso decisioni su questi argomenti si potrà dire di avere il quadro completo e solo a quel punto si è (quasi) potenzialmente in grado di sviluppare l’applicazione e quindi si può iniziare a chiedere feedback sulla propria idea. Perché il feedback, in realtà, non riguarda la sola idea in sé, ma anche l’idea di execution che si ha. Che è diverso.
Se ancora non sei convinto…
Leggiti la storia di Hotmail e di come è nato il servizio. I fondi sono stati raccolti per una cosa completamente diversa: JavaSoft. Alla domanda della Livingstone a Saaber Bhatia “But you didn’t want to tell people about the killer idea because you were afraid they’d copy you?”, lui risponde “That they would copy us, or what if they just shared this idea with Netscape? Or shared it with anyone else. You have to realize that in those days we had nothing - just the idea.” (JESSICA LIVINGSTONE, Founders at work: Stories of startups’ early days, 2008, Apress, p. 19). In realtà loro la propria killer idea non la rivelarono nemmeno ai VCs perché quelli sono in contatto l’uno con l’altro e non tutti sanno tenere la bocca chiusa. Ma quest’ultima è una caratteristica propria degli esseri umani e quindi solo di riflesso una caratteristica anche dei VCs.
Ma allora quando devo rivelare la mia idea?
Io credo che il momento giusto sia quando si è potenzialmente pronti a partire con lo sviluppo dal giorno successivo, meglio si è pontina sviluppare lo stesso giorno. Non prima. Non si era capito vero?